Conte: “Non dimenticare le vittime del Covid, non sono numeri”

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Ricorda le ore convulse del primo allarme, le riunioni notturne, le decisioni assunte per contrastare la diffusione del virus, il lavoro per recuperare in tutto il mondo le mascherine e gli altri dispositivi di difesa. Le prime vittime del Covid

Il presidente del Consiglio, alla cerimonia di ringraziamento dei medici e degli infermieri della task force della Protezione civile, ricorda anche le oltre 34 mila vittime dell’epidemia che in poco più di tre mesi ha scosso il Paese e mette in guardia tutti: “Siamo usciti dalla fase acuta ma il virus è ancora con noi, dobbiamo continuare a rispettare le regole anche se abbiamo riaperto quasi tutte le attività”.

Giuseppe Conte torna nella sede del Dipartimento della Protezione civile di via Vitorchiano per incontrare i rappresentanti degli oltre mille volontari che nelle settimane passate hanno lavorato negli ospedali delle zone più colpite dal Covid. “Quando avete risposto all’appello – dice – tutta la comunità nazionale ne ha tratto conforto, motivo di fiducia. Gli italiani hanno apprezzato il vostro coraggio. Tutti abbiamo capito che c’era una determinazione a non lasciarsi sopraffare da questo nemico invisibile. Non volete essere chiamati eroi – sottolinea – ma siete grandi professionisti, di grande cuore”.

Anche il Paese, aggiunge Conte, “ha dato una grande prova di sé. L’ha data quando tutto era inaspettato, l’hanno data i singoli cittadini che sono riusciti a rispettare le regole molto restrittive che abbiamo introdotto e a cambiare le loro abitudini dall’oggi al domani, stravolgendole e comprendendo che era uno sforzo che andava fatto perché solo con la solidarietà ne potevamo uscire”.

In un passaggio del suo intervento Conte ricorda chi non è sopravvissuto: “Non sono numeri, non li dobbiamo dimenticare: sono cari, genitori, parenti, conoscenti. Per lo più – continua – erano persone molto anziane ed erano quelle che hanno costruito l’Italia, che ci hanno consentito di edificare questa Nazionale, che hanno consentito di realizzare il miracolo economico e hanno reso grande nel mondo il made in Italy”. Considerazioni, afferma ancora, che ha fatto in una recente riunione con i partner europei: “Ho spiegato ai colleghi europei che quando assumiamo le decisioni dobbiamo muovere anche anche da una prospettiva morale, lo dobbiamo fare per chi è venuto a mancare.Le onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica, annuncia infine, saranno consegnate il 27 dicembre al Quirinale: “Abbiamo chiesto ai Prefetti di segnalare le persone che si sono particolarmente distinte – conclude rivolgendosi ai medici e agli infermieri – Il Paese ha reagito benissimo e se oggi siamo qui è perché ci siete stati anche voi, grandi professionisti

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