Italia sotto i riflettori, luci ed ombre nella sua economy post covid19

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Italia sotto i riflettori L’audit fortemente critico della Corte dei Conti europea sulle infrastrutture prioritarie, l’opinione pesantissima di due su tre prestigiosissimi economisti tedeschi sul giornale economico più importante della Germania, il Frankfurter Allegemeine Zeitung sul debito pubblico italiano,  la destinazione di briciole a istruzione ed Università nel piano Colao, le posizioni dei paesi nordici sul Recovery Fund dovrebbero generare dibattiti e osservazioni critiche sulla impostazione di alcuni punti del piano Colao per uscire dalla crisi.

Sconcertante decisamente sia il contenuto, che le risorse destinate alla istruzione, ricerche e competenze”: 12 euro ogni 1000 euro di risorse del piano! Il grosso delle risorse? In particolare sviluppo rete 5 G e la grande, originale, patacca delle merci su rete ad alta velocità.

Non conosco reti av nel mondo sulle quali transitano treni merci av, ma la lobby trasversale del cemento ha radici profonde e trasversali!  Un piano Colao con 19 materie economiche e sociali in 120 pagine. Condivisibile che il motore della ripresa è rappresentato da ambiente e infrastrutture energetiche, per un piano di decarbonizzazione coerente con le scelte nazionali e internazionali.

Colao con i suoi esperti la prima grande frottola la scrivono affermando che gli studenti italiani “mostrano livelli di approfondimento” inferiori in scienze e matematica. Il Rapporto PISA di due anni fa li smentisce almeno sui test di matematica. Sull’Università peggio del peggio. La scuola del piano Colao sarà moderna, innovativa, competitiva, ma dove è inesistente il termine “cultura”.

Una istruzione massacrata dalle riforme continue, in questi anni dove si è tagliato nel triennio 2015/2018  dell’11% in licei e istituti industriali, e 33%  Università, Ricerca e Sviluppo. Lo sviluppo economico di un paese si nutre di tecnologia e innovazione e abbisogna di un’istruzione terziaria avanzata e diffusa.

Una società può svilupparsi con bravi laureati o dottori di ricerca di 25/30 anni e di cui ne abbiamo disperato bisogno. Proprio sull’Università il Piano Colao scivola incredibilmente! Hanno avuto il coraggio di fare copia e incolla delle pagine da 146 a 148 del libro “Salvare l’università italiana “uscito tre anni fa, senza nemmeno citarlo.

La cosa singolare e grave poi, è che riportano dati del libro errati, che furono peraltro oggetto di contestazioni. Riguardavano il numero di ricercatori e che gli autori del libero avevano preso non dal rapporto sulla valutazione della ricerca ma da un post sul blog della voce.it. I “Colaiani” e copiano anche gli errori!   Altre parti del Piano Colao le ritengo condivisibili. Per esempio Le infrastrutture energetiche sono anche un’importante opportunità per il Sud, dove si convoglieranno una parte rilevante degli investimenti.

Da un lato, infatti, il Sud presenta generalmente un gap infrastrutturale più marcato rispetto al Nord; dall’altro, è geograficamente un punto di connessione potenzialmente importante per alcune forniture strategiche del Paese.”, Questo scrivono su Sud, reti e sostenibilità. Reti energetiche che se lette congiuntamente con il Green Deal e i 17 Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite dell’Agenda 2030, del PNIEC e della ribadita esigenza di contenimento nel consumo di suolo non possono, che escludere grandi opere infrastrutturali a elevato impatto ambientale.

Assente integralmente sia la valutazione di utilità sociale dell’opera che la sua incidenza in termini ci aumento del PIL.  Colao nel suo Piano cita più volte lo sviluppo sostenibile che speriamo non sia anche per lui un mantra vuoto. Sviluppo sostenibile se non si coniuga con meno disuguaglianze e inquinamento non vuol dire assolutamente nulla. Lo sviluppo economico si nutre di ricerca scientifica, innovazione, università efficiente e con risorse adeguate. Infine con coesione e rispetto dell’ambiente. Cita la gestione dei rifiuti, l’economia circolare ma tace su dissesto, bonifiche, intervento di messa in sicurezza sismica.  

About venosi

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Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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