Europa – All’Italia 82 miliardi in regalo e 91 in prestito ecco la proposta

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Di Erasmo Venosi

All’Italia sarebbero trasferiti 82 miliardi, a fondo perduto e 91 miliardi come prestiti.

La proposta della Commissione UE è di un Recovery Fund da 750 miliardi , composto di 500 miliardi da erogare, a fondo perduto e 250 come prestiti.

A essere cattivi una partita di giro più altro debito!  Partecipiamo al bilancio UE versando risorse pari, a circa 84 miliardi di euro , quindi ci restituiscono quanto abbiamo versato in una situazione economica che, per il nostro paese non ha pari nemmeno con la crisi del 1929.

Siamo il paese più colpito .  Il Fondo ci eroga ulteriori 91 miliardi ,che è   un prestito da restituire . Tassi basi quanto si vuole ,ma con debito che si somma alla montagna del debito precedente, che presto sfonderà i 2500 miliardi e pari a 1,60 volte la ricchezza prodotta in un anno (PIL). L’Italia potrà fruire del 23% del Fondo essendo il paese UE più colpito dalla pandemia.  E’ un piano questo della Commissione  ,che accoglie sia la proposta franco-tedesca di erogazione di 500 mld a fondo perduto, che quella di Austria, Danimarca, Olanda e Svezia sull’erogazione di risorse come prestiti. Un dato , a me sembra evidente : non c’è alcuna condivisione del debito quando  i trasferimenti sono equivalenti, almeno lo è per l’Italia, alla quota versata al bilancio UE. IL Recovery Fund reperirà le risorse attraverso la emissione di titoli con scadenza a lungo termine , si vocifera l’inizio della restituzione dal 2028.  

IL Piano della Commissione dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e dai 27 Governi della Unione. I titoli emessi dal Fondo  saranno ripagati con provvedimenti dell’UE , che colpiscono la plastica (tassa), le quote per le emissioni di biossido di carbonio e in proposito già esiste la direttiva Emission Trading Scheme. Infine si troveranno risorse colpendo le multinazionali del digitale, Google, Facebock, Amazon che si appropriano dei dati personali , che rappresentano il nuovo petrolio senza pagare un solo euro ai titolari. L’Autority delle comunicazioni (AGCOM) li chiama Over The Top (OTT), definendole come imprese che forniscono servizi attraverso la rete internet. Multinazionali digitali che sottraggono gettito fiscale agli Stati.

Osservo che le iniziative nel senso del web tax furono affossate dal partito della conservazione presente,  in UE la scorsa legislatura e da paesi come Cipro, Malta, Lussemburgo, Olanda e Irlanda che vedono nella tassa digitale un rischio , per i proventi della loro politica fiscale opportunistica che si colloca già oggi ai limiti di quanto consentito dai trattati. Un dato sembra certo : prima del prossimo anno nemmeno un euro si vedrà del fondo

About venosi

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Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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